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Sicurezza sul lavoro: l’Italia bacchettata dall’UE

La Commissione europea ha notificato all'Italia una procedura di infrazione, in merito alle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, che non sono del tutto conformi ai principi fissati nella Direttiva 89/391/CEE; la direttiva stabilisce infatti i principi generali relativi alla prevenzione dei rischi professionali e alla protezione della salute dei lavoratori, da attuare in ogni Stato membro.

La Commissione, nella lettera ufficiale, contesta la deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega e subdelega, oltre che la violazione dell’obbligo di disporre di una valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, la proroga dei termini impartiti per la redazione del documento valutazione dei rischi per le nuove imprese o per modifiche sostanziali apportate ad imprese esistenti e la posticipazione dell’obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro.

Concessi due mesi di tempo all’Italia per inviare le proprie osservazioni e chiarimenti in merito, ma se ritenuti insufficienti, la Commissione attiverà l’obbligo di modifica della normativa, che se non rispettato comporterà il deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia Ue.

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